mercoledì 18 marzo 2015

Gestione VMWare ESXi da linux

Nel precedente post avevo parlato di quali soluzioni fossero disponibili per Mac OS X in relazione alla gestione di un server VMWare ESXi con risultati più che deludenti.
Adesso tocca a linux, nello specifico la macchina client usa Debian Wheezy.
Lasciamo subito perdere VMWare Workstation perchè offre le stesse funzionalità di VMWare Fusion, quindi la gestione è limitata solo alla possibilità di eseguire le VM installate su ESXi, che è sempre meglio di niente ma in ogni caso anche Workstation è ha pagamento.
Cercando in rete sono capitato qui, non so che lingua sia ma sembrerebbe comunque una risorsa quasi ufficiale di VMWare, un client web based, anche senza capire la lingua si vede che ci sono due download uno per il java di Oracle e poi un file tar per il vSphere Client.
Scarico il file tar, lo scompatto, eseguo lo script come da istruzioni, lancio il mio browser ( iceweasel ) aprendo l'indirizzo http://localhost:8080/host-client e ottengo subito come errore che la pagina non è stata trovata.
OK, il post accenna alla JVM di Oracle, e io ho installato la OpenJDK 1.6, che sia questo il problema ? 
Passo a installare la OpenJDK 1.7, basterebbe solo il JRE a dire la verità, e la imposto come predefinita.

sudo apt-get install openjdk-7-jdk openjdk-7-jre
sudo update-alternative --config java

Rieseguo lo script, apro l'indirizzo nel browser e ..... niente, che serva proprio quella di Oracle ?
Ma prima controllo cosa fanno i vari script, e trovo che in bin/setenv.sh c'è una riga che recita :
JRE_HOME=/usr/java/latest
probabile che la JVM di Oracle venga installata qui mentre sulla mia debian è in /usr/bin/java, in realtà è un link ma non importa, cambio quindi la riga in :
JRE_HOME=/usr
rilancio lo script, riapro il link nel browser e ..... che palle pure il plugin di flash deve creare problemi.
To view this page ensure that Adobe Flash Player version 11.5.0 or greater is installed.
Inutile dire che in linux il plugin è fermo ormai alla versione 11.2.
Ma io sono un duro, di comprendonio, e non mi arrendo e provo a installare chromium, browser che non amo per niente,
sudo apt-get install chromium chromium-l10n pepperflashplugin-nonfree
e questa volta aprendo il link in chromium si apre la pagina dove fare il login al server ESXi e posso gestire il mio server via web client.
Peccato che è lento come una lumaca, peccato che non c'è verso di avviare e gestire la VM in una console, ecco questa ultima cosa se le VM sono linux/unix con un accesso ssh, o telnet come per SCO Unix, non è un gran problema ..... ma per le macchine Windows ? o hai già abilitato desktop remoto o non ci combini una mazza.
Comunque qui la gestione è piuttosto completa e si possono esportare, importare e creare nuove VM, beh su quest'ultima possibilità ho qualche dubbio visto che se non si avvia la console non ho idea di come si possa poi gestire l'installazione della VM.
Tra le opzioni c'è proprio questa "open console", oppure c'è il link "launch console" sotto la miniatura della schermata della VM in esecuzione, solo che ne uno ne l'altro fanno qualcosa, che a spanne dovrebbe essere aprire una finestra con la VM dove poter lavorare, così come succede con il client in ambiente Windows.
A questo punto non è che ci vuole proprio la JVM di Oracle ?
Seguo questa guida, la installo, la imposto come predefinita e riprovo .... e non cambia nulla, aprire una console per lavorare con le VM non è fattibile e questo è ovviamente un grosso problema, soprattutto per le VM Windows e ancora di più se si vuole installare una nuova VM.
Allora decido di provare la funzionalità di esportazione delle VM ed esce un messaggio che mi dice che questa operazione può essere effettuata previa installazione di un determinato plugin e c'è il link per scaricarlo, magari serve pure per aprire questa benedetta console.
Provo a scaricarlo e chromium invece mi apre una nuova finestra del browser con il contenuto del plugin, decido di non insistere e da un terminale ricorro a wget per scaricare il plugin.
wget http://vsphereclient.vmware.com/vsphereclient/1/8/8/7/2/7/0/VMware-ClientIntegrationPlugin-6.0.0.x86_64.bundle
chmod +x  VMware-ClientIntegrationPlugin-6.0.0.x86_64.bundle
In fase di installazione chiede la path per firefox, la cartella plugin di questo e stesse domande per il browser google chrome.
Google Chrome mmmh .... io ho Chromium cambierà qualcosa ?
Forse visto che al termine dell'installazione avvio il browser e del plugin non c'è traccia, nemmeno eseguendo il browser con l'opzione -enable-plugins cambia qualcosa.
Installiamo anche Google Chrome allora, e reinstalliamo anche il plugin.
Niente da fare, a questo punto una ricerca in rete mi porta alla tragica, quanto ridicola notizia, che questo plugin non è compatibile con le versioni a 32 bit di firefox e chrome, e quindi presumo anche chromium.
Prima di arrendermi faccio un ultimo tentativo, scarico il .deb per i386 di Google Chrome ed eseguo :
sudo apt-get purge google-chrome-stable
sudo dpkg --add-architecture i386
sudo apt-get update
sudo dpkg -i google-chrome-stable_current_i386.deb
sudo apt-get install -f
Ma non si vuole installare perchè gli serve xdg-utils che non avendo il supporto multi-arch non viene riconosciuto anche se è effettivamente installato, tra l'altro è un pacchetto unico per tutte le architetture.
In conclusione, nonostante questo web client sia quello più funzionale, resta il problema che il plugin non si installa e quindi mancano funzionalità fondamentali per poter gestire il server ESXi, quindi l'unico sistema veramente funzionale è il client per Windows, è un vero peccato che un colosso come VMWare tenga in così poca considerazione gli utenti linux, che proprio pochi non sono.
Beh per assurdo potrei anche provare a installare una VM Debian a 32 bit in VirtualBox per poi provare il web client con il plugin, un pò da mentecatto come soluzione.





giovedì 5 marzo 2015

Gestione VMWare ESXi da Mac OS X

Per prima cosa c'è da dire che la versione free di VMWare ESXi non fornisce il web client per cui in ambiente Windows ci si deve affidare a vSphere Client che per le mie esigenze va più che bene nonostante manchino alcune features che sono implementate solo nel web client, onestamente non so quali ma così ho letto in giro.
Però se non uso Windows come posso fare ?
Per prima cosa ho provato a usare VMWare Fusion per collegarmi al server ESX, questa funzionalità è presente anche in VMWare Workstation.
Dopo aver indicato l'indirizzo IP del server ESXi ed essermi loggato vengono visualizzate le VM installate ed è possibile accedere alle impostazioni oppure metterle in esecuzione con output in una finestra, in pratica come se la VM fosse installata in locale.
Alcune limitazioni ci sono però, per esempio non è possibile spegnere la VM ma solo sospenderla, quindi se la VM, per esempio uno SCO Unix che non supporta ACPI/PM per lo spegnimento, resterà o sempre accesa, se resta acceso il server, o andrà sospesa ..... sistemi operativi più moderni ovviamente non hanno questo problema.
Per il resto c'è da dire che è possibile anche connettere CD/DVD o chiavette USB alla VM remota, proprio come si farebbe con una VM locale.
Un problema strano lo ho avuto invece con le guest addition, nella VM Windows XP di prova andando sull'icona veniva evidenziato il messaggio che era possibile aggiornarle ma facendo poi la procedura di installazione, dal menù di Fusion, veniva poi riportato che la versione installata era superiore a quella fornita da Fusion, la VM era in origine stata creata con Workstation 10 mentre Fusion è alla versione 7, l'ultima quindi, per cui non capisco come mai ci sia questo problema.
Ovviamente non è possibile creare o cancellare le VM quindi non si può parlare di vera e propria gestione, inoltre c'è da notare che il mio primo tentativo di collegarmi al server benchè sia avvenuto il login non mi permetteva di fare nulla con le VM, questo perchè l'ultima volta che avevo spento il server avevo messo ESXi in stato di "manutenzione", cosa che non viene segnalata da Fusion ne tanto meno gestita, quindi per concludere oltre a essere a pagamento Fusion non permette di fare grandi cose se non limitarsi all'uso della VM remota.

Orbit, così si chiama questo programma multipiattaforma che dovrebbe permettere una anche minima interazione con il server.
Purtroppo dopo aver fatto il login, vengono visualizzate le VM e alcune informazioni però nel momento in cui provo a premere il pulsante per avviare la VM non succede nulla e questa resta sempre "Powered Off".
E' vero che sul sito si parla di vSphere 4 quindi piuttosto vecchio rispetto a quella installata ma speravo almeno di poter avviare/stoppare le VM.

Per linux c'è la VMWare Workstation e immagino che farà ne più ne meno quello che fa Fusion su Mac OS X anche a livello di gestione remota di VM su server ESXi, sarà comunque oggetto di una prova e relativo post.
Resta il fatto che la versione free di ESXi non fornendo il web client, che immagino, spero, sia funzionale anche in linux/Mac OS X e non solo in Windows ci costringe a usare il client che esiste solo per Windows per poter fare una gestione delle VM.
Alla fine la soluzione è installare VirtualBox, che è gratis, e crearsi una VM Windows, installarci il client vSphere e collegarsi al server ESXi.
Certo che da un colosso come VMWare mi aspetterei un pò più di attenzione anche verso altri OS e non solo Windows, è ben vero che anche il client Windows oramai è in secondo piano rispetto al web client ma almeno qualcosina per Mac e linux potevano farla, soprattutto per chi per studio o per diletto usa la versione free di ESXi.



giovedì 19 febbraio 2015

Secondo hard disk su notebook DELL D630

Benchè questo portatile abbia i suoi anni e monti una ormai datata CPU Intel T7500 a 2,2Ghz è ancora un'ottima macchina, almeno per le mie esigenze, inoltre è dotata di 6 giga di RAM e disco SATA II da 500GB e 7200 giri.
Per motivi di lavoro, ma anche di interesse personale, ho piallato Debian Jessie con Mate Desktop per provare la soluzione di virtualizzazione ESXi, ora dopo circa un mesetto non avrei più immediato interesse a tenerci su ESXi, che uso solo per test, ma visto che nell'arco degli ultimi anni ho riciclato più volte questo portatile per fargli fare da "server" per ESXi ho deciso per una soluzione diversa.
Questo portatile, che a mio avviso è veramente fatto molto bene, basta vedere la completezza delle opzioni del BIOS e altri dettagli di cui ho parlato in passato, ha anche la possibilità di sostituire agevolmente l'unità DVD con un secondo hard disk e fortunatamente sulla baia si trovano le unità "caddy" dove montare il disco a prezzi ragionevoli, io ho speso 13 euro spedizione compresa.
Quindi ho riciclato un disco da 500 giga a 5400 giri, quindi non particolarmente performante e lo ho installato, all'avvio del portatile posso scegliere di fare il boot dal 2^ hard disk, sul quale è installato ESXi, oppure usare la mia Debian avviando dal disco principale.
Nota interessante, o almeno mi sembra tale, è che con la presenza del 2^ hard disk l'ordine in cui sono visualizzate le unità disco cambia per cui in Debian, ma anche in ESXi, il disco fisso "vero", il primo insomma, è visto come /dev/sdb e quello al posto del DVD, che sarebbe il 2^ viene visto come /dev/sda, fortunatamente sia GRUB che Debian in /etc/fstab usano gli UUID per identificare i dischi e quindi non vi è nessun problema.
Se poi mi serve masterizzare basta rimuovere l'unità disco e sostituirla con quella DVD, il tutto senza dover usare nessun attrezzo, ovviamente a PC spento.
Sono abbastanza soddisfatto, il PC è sicuramente molto più utile con Debian però grazie al 2^ hard disk posso avere sempre a portata di mano il mio "server" ESXi tutte le volte che mi necessità.


lunedì 12 gennaio 2015

Guardare un DVD su PC con Linux

Capisco che non sia un granchè come argomento per un post ma visto che qualche piccolo problema lo ho avuto metto giù due righe per i posteri.
Per prima cosa c'è da dire che i film su DVD sono codificati con un codice regione che serve per limitarne la visionabilità alla zona geografica di appartenenza.
L'europa è nella regione 2 quindi se prendiamo un DVD negli USA, che sono regione 1, non sarà leggibile sul ns lettore DVD.
Per fortuna fanno eccezione i porno che sono senza codice regionale e quindi visionabili ovunque, perchè dico per fortuna poi ? mai visto un film porno su DVD ..... esistoni i torrent.
OK torniamo seri.
Il concetto è che se prendiamo un PC o un lettore un Italia questo sarà abilitato alla regione 2, giusto ? .... non sempre, almeno sul mio ASUS.
Fortunatamente è possibile modificare il codice regione del proprio lettore DVD, fino ad un massimo di 4 volte, in modo da poterlo aggiornare se dovesse servire, come nel mio caso.
Per fare ciò basta usare il programma regionset che è presente nei repository Debian, quindi inserite il DVD e eseguite il comando :
sudo regionset /dev/dvd
verrà visualizzata la regione corrente, il numero di modifiche effettuabili e la richiesta del nuovo codice.
Current Region Code settings:
RPC Phase: II
type: SET
vendor resets available: 4
user controlled changes resets available: 3
drive plays discs from region(s): 2, mask=0xFD

Would you like to change the region setting of your drive? [y/n]:
Come si vede adesso è in regione 2.
Ma il problema non è solo questo bisogna anche installare la libreria libdvdcss per poter visualizzare il DVD, questo anche per quelli senza codice regione, questa libreria non è presente però nei repository di Debian ma la si può scaricare direttamente dal sito VideoLAN.
E così per la prima volta mi guardo un DVD sul PC !!!!!!!!!! ...... capite bene in che condizioni sono, oggi è tutto in streaming e io mi guardo un DVD ? sono proprio senza speranza.

martedì 7 ottobre 2014

Cinnamon in Debian Jessie

Quando è arrivato Gnome 3 nel mondo dei DE linux c'è stata una mezza rivoluzione, in molti non ne erano, e non ne sono, soddisfatti.
Troppo pesante, macchinoso e poco personalizzabile di default, certo ci sono un sacco di applet per personalizzarlo ma vanno scaricate e installate a parte.
Gli affezionati a Gnome 2 hanno potuto tirare un attimo di respiro con l'arrivo di Mate, mentre i developer di Linux Mint hanno sviluppato un DE basato su GTK3 che da settembre è arrivato nei repository di Debian Jessie, l'attuale testing.
Quindi non serve più impazzire, o quasi, con repository di terze parti per poterlo installare in Debian, tra l'altro con l'installer di Debian pubblicato il 5 ottobre Cinnamon è presente, come anche Mate, tra i DE installabili, mentre prima era possibile installarlo solo successivamente con il solito apt-get.
La versione attualmente distribuita è la 2.2.16 che mi pare di capire sia effettivamente l'ultima disponibile quindi perfettamente in linea con quanto si trova in linux Mint.
Cinnamon, come Gnome 3, richiede comunque una scheda grafica abbastanza recente quindi su PC troppo vecchi è meglio optare per Mate, anche la memoria impegnata mi sembra leggermente superiore a quella di Mate, e anche di KDE, inutile ovviamente un raffronto con XFCE o LXDE che sono campioni di leggerezza.
Visto che ho accennato alla scheda grafica c'è da dire che in Cinnamon sono gestibili anche alcuni effetti del desktop, che si possono eventualmente disabilitare per rendere magari il sistema più reattivo, non ho provato in quanto la macchina di prova è comunque abbastanza potente, un Intel i5 M560 con grafica integrata Intel.
Certo magari queste caratteristiche oggi fanno ridere, ma per me un PC con Intel Core 2 Duo rientra già tra i PC recenti quindi vi lascio immaginare cosa penso di un i5 di prima generazione.
Tornando a Cinnamon devo dire che mi sembra piacevole da usare, classico pannello in basso, ma modificabile a piacere per averlo sia in alto oppure averli entrambi, e menù piuttosto semplice da utilizzare.
Le personalizzazioni del DE si possono fare dal pannello impostazioni di sistema e sembrano coprire un buon numero di opzioni.
Per concludere mi sembra un DE veramente ben fatto e a mio avviso molto ma molto meglio di Gnome 3, che non è una notizia, non mi è mai piaciuto e probabilmente non mi piacerà mai.
Ultima cosa, è una vera bellezza come ormai Debian riesca a fornire una così ampia scelta di DE direttamente nei propri repository, è una distribuzione che diventa sempre più completa.
Il meglio che si migliora, grande.

mercoledì 17 settembre 2014

Sabio Storage - CM1-Mini Wi Drive

Non sapendo come spendere quei pochi soldi rimastimi e avendo un disco SATA da 2,5" da 256 giga da recuperare ho acquistato per circa 30 euro il prodotto oggetto di questo post.
Di che si tratta è presto detto, è una unità di storage di rete per dischi SATA in formato 2,5" fino alla capacità massima di 1 terabyte.
Questa unità è interessante perchè può essere usata sia come un classico disco USB esterno, sia come unità di rete con connessione wi-fi o anche con il più classico cavo ethernet.
Di questo prodotto non ho trovato nessun sito web del produttore, e nemmeno sulla scatola è indicato un riferimento web, però c'è questo video su You Tube che lo descrive.
In ogni modo è lo stesso prodotto  che trovate sul sito di questa azienda, tanto è che ho scaricato da qui il firmware aggiornato e gli altri file che sono in versione più aggiornata di quelli presenti sul CD che accompagna il prodotto.
Per quanto riguarda il wi-fi questo prodotto può anche funzionare come access point, anche se onestamente non mi pare una cosa molto utile se non forse in circostanze particolari.
La gestione si può fare via web puntando all'indirizzo di default 192.168.2.1 e anche, in minima parte, usando l'applicazione Windows presente sul CD.
Questo prodotto fornisce servizi Samba, Ftp, Bittorrent e iTunes che si possono abilitare o disabilitare a seconda delle proprie necessità, personalmente lo ho acquistato per poter avere un semplice server Ftp accessibile anche alle vecchie macchine virtuali Windows 9x, SCO Unix e altro vecchiume senza dover avere un PC apposta.
Per poter avere un segnale wi-fi decente ho dovuto mettere il prodotto vicino al router ADSL altrimenti dalla mia stanza il segnale non raggiungeva nemmeno il 40% e quindi la velocità in ftp era penosa, tanto da renderlo inutile.
Ho subito notato alcune cose che non mi sono piaciute nella gestione del software, la prima è che per le password degli utenti si possono usare solo lettere e numeri e non caratteri speciali che di solito sono abituato ad usare per rendere la password un pò più sicura.
Altra cosa è che per il wi-fi non è possibile assegnare un IP fisso, fortunatamente dal mio router è possibile istruire il DHCP in modo che assegni un indirizzo IP specifico al device che si collega con un certo MAC address e quindi ho risolto in questo modo.

Passiamo ad alcuni dettagli più tecnici e interessanti, oltre all'interfaccia WEB si può accedere anche in telnet, benchè non sia documentato, e scopriamo che siamo su un sistema linux in quanto ci appare questo messaggio :
WiDRIVE login: Admin
Password:

BusyBox v1.12.1 (2013-06-17 16:44:12 CST) built-in shell (ash)
Enter 'help' for a list of built-in commands.

ed  un bel cat /proc/version restituisce :
Linux version 2.6.21 (root@localhost.localdomain) (gcc version 3.4.2) #2114 Mon Jun 17 16:52:57 CST 2013
mentre per la CPU, con cat /proc/cpuinfo, otteniamo :
system type             : Ralink SoC
processor               : 0
cpu model               : MIPS 24K V4.12
BogoMIPS                : 255.48
wait instruction        : yes
microsecond timers      : yes
tlb_entries             : 32
extra interrupt vector  : yes
hardware watchpoint     : yes
ASEs implemented        : mips16 dsp
VCED exceptions         : not available
VCEI exceptions         : not available
andiamo avanti con cat /proc/meminfo :
MemTotal:        61924 kB
MemFree:         24400 kB
Buffers:          1188 kB
Cached:          22548 kB
SwapCached:          0 kB
Active:          14992 kB
Inactive:        14448 kB
SwapTotal:      131064 kB
SwapFree:       131064 kB
Dirty:              16 kB
Writeback:           0 kB
AnonPages:        5740 kB
Mapped:           4728 kB
Slab:             5960 kB
SReclaimable:     1896 kB
SUnreclaim:       4064 kB
PageTables:        484 kB
NFS_Unstable:        0 kB
Bounce:              0 kB
CommitLimit:    162024 kB
Committed_AS:    18952 kB
VmallocTotal:  1048404 kB
VmallocUsed:      1332 kB
VmallocChunk:  1046804 kB
Quindi sappiamo che ci gira linux con kernel 2.6, usa un Soc MIPS e ha una memoria di 64 mega, inoltre la scheda wi-fi è una Ralink RT2860.
Mi sembra di capire che ci sia una memoria flash di 16 mega divisa in 5 partizioni ( cat /proc/mtd ) :
 dev:    size   erasesize  name
mtd0: 00040000 00020000 "Bootloader"
mtd1: 00020000 00020000 "Config"
mtd2: 00020000 00020000 "Factory"
mtd3: 00680000 00020000 "Kernel"
mtd4: 00200000 00020000 "BackImage"
mtd5: 00700000 00020000 "EdsApp"
I servizi sono gestiti con Samba, ProFTPD, Apache e Transmission per i torrent.
Il disco SATA può essere formattato in FAT32 oppure in NTFS.
Tutto questo mi fa pensare che si potrebbe anche intervenire per espandere le capacità di questo piccolo NAS magari aggiungendo qualche altra applicazione oppure addirittura intervenire sul kernel magari compilandone uno ad hoc.
Tornando con i piedi per terra diciamo che il fatto che ci giri linux mi ingrifa ma da qui a riuscire a farci qualcosa di più di strada ne corre, intanto mi studio un pò il discorso applicazioni e magari con una macchina virtuale debian mips emulata con qemu chissà che non possa fare almeno il classico hello word ! da fare girare sul NAS in telnet.
 





 

giovedì 11 settembre 2014

Distribuzione linux Q4OS

Qualche tempo fa ho scritto di Trinity Desktop Environment, un progetto che mira a mantenere il "vecchio" KDE 3 in vita e, si spera, a mantenercelo.
Q4OS è una distribuzione linux basata su Debian Wheezy che offre TDE come ambiente desktop utilizzando però repository suoi per la parte del DE più poi i classici repository Debian.
Il progetto sembra essere attivo in quanto è dell'8 settembre l'ultimo rilascio anche se è ancora una distribuzione in "beta" e questa cosa viene ricordata ad ogni login da una finestra, che può essere disabilitata.
Che è una beta si vede dal fatto che la localizzazione in italiano non è ancora completa al 100% e i menù sono in parte in inglese.
Anche il software installato di default è piuttosto scarno e ci sono pochissime applicazioni, tanto poche da renderlo ben poco usabile.
Sul sito è presente uno script che permette l'installazione di un "development pack" per sviluppare applicazioni che si integrino nella distribuzione, ovviamente il tutto basato su QT e KDevelop.
A questo punto sorge spontanea la domanda, vale la pena provare questa distribuzione ?
La risposta come sempre è : dipende.
Se partiamo da una installazione solo testo di Debian Wheezy o Jessie e poi aggiungiamo i repository di Trinity DE e procediamo con l'installazione completa del DE con tutti i suoi fronzoli ci troviamo alla fine con un DE molto più completo di quanto offerto dalla mera installazione di Q4OS.
A favore di Q4OS depone la leggerezza, infatti stando a htop la memoria occupata, senza applicazioni aperte se non il terminale Konsole, si aggira sugli 80 mega, mentre saliamo a 133 e 137 rispettivamente per Wheezy e Jessie.
In ogni caso si tratta veramente di una miseria rispetto a DE più moderni tanto che quasi quasi sono tentato di installare, non Q4OS, ma Wheezy + Trinity su un vecchio P3/550 con 256 mega di RAM e vedere come si comporta.
In conclusione, anche se magari per il momento Q4OS non mi sembra sia ancora maturo per un uso come sistema "di tutti i giorni", è interessante che abbia adottato Trinity come DE e forse, e incrocio le dita, può essere un ulteriore stimolo a sviluppare questo DE che, per chi come me ha amato KDE3, rappresenta un'ottima alternativa ai troppo moderni e pesanti DE di oggi.
Insomma provarlo non costa nulla e sicuramente è da tenere d'occhio per gli sviluppi futuri, sperando che ce ne siano ovviamente.