venerdì 18 settembre 2015

Manjaro Linux con kernel 4.2 e driver Catalyst ( ATI )

Quando decido di passare ad un nuovo kernel è sempre una rottura di palle con questi driver Catalyst.
Questa volta, memore delle precedenti esperienze, ho deciso prima di rimuovere i driver, riavviare e installare il nuovo kernel 4.2, riavviare e installare i driver Catalyst usando lo strumento fornito con Manjaro ( mhwd ).
Riavvio e tanto per cambiare si pianta tutto, riavvio modificando i parametri del kernel aggiungendo l'opzione single e rimuovendo quiet splash e vedo che c'è un errore nel caricamento di un modulo .... e non sarà mica fglrx che rompe l'anima ? Ma certo che è lui.
Alla data in cui scrivo in Manjaro sono disponibili i kernel 4.1, 4.2 e 4.3, visto che venivo da un 4.0 e che il 4.3 mi sembra un pò troppo fresco riparo installando il 4.1, riavvio e installo i driver Catalyst, altro riavvio e finalmente funziona tutto a dovere.
Ma visto che funziona anche con i driver open non sarebbe meglio che me li levassi di torno una volta per tutte questi driver rognosi ? bah potrebbe anche essere un'idea.

lunedì 31 agosto 2015

Debian testing su PowerBook G4 12,1

Ormai é giá un pó di tempo che é disponibile la nuova testing di Debian, nome in codice stretch e giá la stó provando su un notebook con CPU Intel i5 e ambiente Cinnamon senza grossi problemi, quindi ho deciso di aggiornare l'Apple PowerBook G4 da jessie a testing.
Questo anche per vedere se con un kernel aggiornato  risultasse risolto il problema dell'audio non funzionante, infatti il kernel 3.16 di jessie non rileva nessuna periferica audio. Altro motivo era anche vedere il nuovo XFCE 4.12.
Modificato il sources.list e aggiornato il sistema mi sono trovato al primo riavvio il computer inutilizzabile, fortunatamente ho potuto riavviare con il vecchio kernel poiché con il 4.1 sembra ci sia un problema con il driver nouveau che dovrebbe gestire la scheda NVIDIA GeForce del portatile.
Facendo una ricerca in rete ho trovato di un utente con un G5 che lamenta lo stesso problema e sembra appunto legato a modifiche fatte nel drive nouveau che non sembrano piú compatibili con l'openfirmware di questi vecchi Apple.
Io che speravo di trovare l'audio funzionante mi ritrovo invece anche con la grafica andata su per il camino, bel passo avanti.
Il computer é usabile con il vecchio kernel e quindi non é la fine del mondo, il software é aggiornato e posso guardarmi fuori un pó le novitá di XFCE peró l'impressione che l'attenzione verso i vecchi Apple PowerPC stia piano piano scemando c'é.
La mia non é una critica, ma solo una constatazione, immagino che ovviamente se gli utenti linux di queste macchine sono pochi ancora meno saranno i programmatori che possono mantenere il codice linux aggiornato.
Di contro io ammetto che ben poco posso parecipare e contribuire, sia per mancanza di tempo e soprattutto di capacitá e quindi mi limito ad aggiornare sperando che prima o poi si sistemino i problemi.
Potrebbe anche essere l'occasione per provare qualche BSD anche su questo PowerBook per vedere come si comporta.
Magari sará oggetto di un futuro post.

domenica 9 agosto 2015

NetBSD 7.0_RC2

Per prima cosa devo ammettere che non sono un appassionato di NetBSD, e in genere un gran conoscitore di BSD, ma quando esce una nuova versione di solito faccio il tentativo di provare la versione per CPU Sparc64 sperando che funzioni con il mio vecchio Tadpole SPARCBook 6500.
L'attuale versione stabile di NetBSD, la 6.1.5, si avvia ma poi non riconosce la tastiera del portatile e quindi non si può procedere con l'installazione, certo si potrebbe collegare una tastiera USB, ma non è una soluzione.
Quindi fino ad oggi solo OpenBSD funziona piuttosto bene su questo portatile, ovviamente oltre al vecchio Sun Solaris 10 con i driver Tadpole.
Ma con mia grande sorpresa la 7.0_RC2 riconosce la tastiera e quindi è possibile installare il sistema operativo.
Durante il processo di installazione ho notato come sia previsto il download anche dei sorgenti, nelle diverse componenti, e la possibilità di configurare il gestore di pacchetti pkgin, che dovrebbe essere più moderno rispetto al classico pkg_add, purtroppo nella RC2 per Sparc64 non è ancora presente la directory per questa versione, tra l'altro nemmeno per l'architettura i386 è presente, più fortunati quelli che stanno testando con amd64.
A parte questi piccoli problemi è, a mio avviso, una gran bella cosa che ora possa installare anche NetBSD oltre a OpenBSD, insomma è una scelta in più, e magari forse il parco software è maggiore in NetBSD che in OpenBSD, chissà non ho ancora controllato.
Comunque se è in RC2 immagino, spero, che la versione 7.0 definitiva, e quindi anche i repository per pkgsrc, non tardi troppo ad arrivare in modo da poter fare un'installazione anche di un ambiente GUI minimale, con OpenBox e vedere come gira il tutto.
In realtà già con la RC2 è possibile configurare manualmente pkgin e provarlo, basta usare questo percorso nel file /usr/pkg/etc/pkgin/repositories.conf :

ftp://ftp.netbsd.org/pub/pkgsrc/packages/NetBSD/sparc64/7.0_2015Q2

immagino che, una volta pronta la release ufficiale il nome sarà più semplicemente 7.0.
Per quanto riguarda FreeBSD anche l'ultima RC 10.2 non riconosce la tastiera e quindi non permette l'installazione.
Beh adesso tocca solo a me avere un pò di voglia, e anche tempo, per dedicarmi un pò di più al mondo BSD.

sabato 18 luglio 2015

Manjaro linux e problemi aggiornamento kernel

Ho già avuto modo di parlare dei problemi che riscontro ogni volta che aggiorno il kernel di Manjaro avendo i driver proprietari ATI.
Con l'upgrade del kernel dalla 4.0.7 alla 4.0.8 la situazione è perfino peggiorata, colpa mia che ho dimenticato di eseguire la rimozione/installazione dei driver prima del riavvio dopo aver terminato l'aggiornamento.
Ma non solo i driver ATI hanno creato problemi, questa volta al riavvio non si montava più la home directory che ho su un disco separato e in formato reiserfs, purtroppo questo filesystem non sembra più essere sviluppato e quindi quelli di Manjaro hanno pensato bene che non servisse più caricarlo.
Per risolvere questo problema è stato sufficiente aggiungere il modulo reiserfs al file /etc/modules-load.d/modules.conf, in questo modo viene caricato ad ogni avvio e infatti dopo il reboot il problema si è risolto.
Tornando hai driver ATI, questa volta anche dopo averli rimossi, il sistema grafico non si avviava, e da /var/log/Xorg.0.log sembra che non trovasse nemmeno i driver ati e vesa.
Per uscire dalle peste ho dovuto reinstallare il vecchio kernel 4.0.7 e relativi driver catalyst ripescandoli da /var/cache/pacman/pkg, visto che non avevo nemmeno la rete attiva, ne cablata ne wireless.
Una volta riavviato il sistema con il vecchio kernel ho eseguito questi comandi :
sudo pacman -Syu
sudo mhwd -r pci video-catalyst
sudo mhwd -i pci video-catalyst
sudo mhwd-gpu --setgl catalyst
a questo punto ho riavviato il sistema e tutto è andato per il verso giusto.
Diciamo che avere questi problemi ad ogni aggiornamento del kernel non mi sembra il massimo, immagino che sarò l'unico sfigato in questa situazione, di certo uno dei pochissimi che usa reiserfs, ma anche tu Mr. Reiser che mi vai ha combinare ?

mercoledì 8 luglio 2015

Grub, EFI, Debian e tanti c....

Dopo circa un mesetto che non accendo più il mio DELL E5410 mi ritrovo con una bella sorpresa, mancato avvio di Debian perchè non risulta esserci un disco di boot.
La prima cosa che controllo è che da BIOS il disco risulti presente, che non sia che con la sfiga che ho sia andato in cavalleria per mancatao utilizzo, ma il disco è presente e forse dovrebbe anche essere funzionante almeno dalle prove che vado a fare dopo aver avviato con una live usb.
Questo PC usa EFI come sistema di avvio e controllando le partizioni del disco vedo che iniziano con /dev/sda2 che è la root ma non vi è traccia della /dev/sda1 che dovrebbe essere la partizione /boot con tutto il necessario per l'avvio con EFI.
Come e perchè sia sparita solo il cielo lo sa, però sono ormai certo che è questo il problema, comunque usando un altro pc raggiungo il wiki di Debian sull'argomento e seguendolo scrupolosamente sono riuscito a ripristinare il PC.
Le cose che ho dovuto fare in più sono state la creazione della partizione che proprio non c'era :
parted /dev/sda
poi al prompt :
mkpart primary fat32 4MiB -1s
in modo da creare una partizione allineata ai 4 megabyte che occupasse tutto lo spazio disponibile.
Poi la ho formattata :
mkfs.vat /dev/sda1
e seguito il resto della guida.
Poi aggiornato il file /etc/fstab indicando il nuovo UUID della partizione leggendolo con il comando :
blkid /dev/sda1 
El al riavvio magicamente parte Debian in tutto il suo splendore.
Ma cosa può essere successo ? Boh, però su questo PC uso la nuova testing di Debian ( stretch ), che un aggiornamento abbia fatto un casino del genere ? mi pare strano ma di  mio casini  non ne ho fatti, di questo sono sicuro.
Beh sicuro ..... dopo un mese cosa volete che mi ricordi ?



mercoledì 1 luglio 2015

Virtualizzare Windows 3.11 for Workgroup

Nonostante il titolo del post non ho intenzione di propinare nessuna procedura per installare Windows 3.11 visto che in rete si trovano tanti di quei tutorial che uno in più non ha nessuna utilità.
Non chiedetemi nemmeno che senso abbia nel 2015 voler installare/usare un sistema operativo così vecchio, in fondo la risposta la sapete già : nostalgia.
Ma allora questo post di che parla ?
Beh semplicemente di quella che è la mia esperienza sul campo e delle conclusioni a cui sono giunto, partiamo dall'inizio con la premessa che il sistema operativo guest che uso è sempre linux, Debian per la precisione.
Il PC su cui ho fatto gli esperimenti è un vecchio Pentium III a 1GHZ con Debian Squeeze, il primo sistema di virtualizzazione adottato è stato VirtualBox che in linea generale è la soluzione che preferisco, gratuita, completa e sempre aggiornata e supportata.
L'installazione è semplice e le varie guide poi spiegano come e cosa installare per avere la rete funzionante, una grafica che arrivi almeno a 800x600, io ho impostato 1024x768, il modulo da installare per ridurre l'impegno della CPU durante l'emulazione ecc. ecc.
Quindi con VirtualBox possiamo avere il nostro caro vecchio Windows 3.11 usabile ? No. No perchè un problema che non ho risolto è quello del comportamento del mouse nella VM, in pratica a momenti salta da una posizone dello schermo all'altra rendendone l'uso un'agonia, questo anche facendo attenzione a muovere lentamente il mouse. Non è certo legato alle performance del guest che come ho detto è un vecchio PC, e in rete ho solo trovato conferma del problema ma nessuna soluzione.
Ho provato allora con VMWare Workstation, ho dovuto ricorrere ad una vecchia versione, la 7, l'ultima a supportare PC a 32 bit.
Anche qui installazione regolare, aggiunta dei componenti per rete, risoluzione video ecc. ecc e mouse funzionante perfettamente, quindi ho proceduto con l'installazione di tutta una serie di programmi che avevo da parte per il buon vecchio Windows 3.11.
L'unico che mi ha dato problemi subito è stato FoxPro 2.6 che non si avvia dando un errore che sembra relativo ad un problema con la CPU, lo dico perchè è piuttosto interessante la cosa, vedrete dopo.
E' anche interessante notare come questa VM portata e messa in esecuzione sotto VMWare Player 7.1 su Debian Wheezy con CPU a 64 bit, ma senza estensioni VT, non funzioni, o meglio appena si avvia Windows 3.11 ed eseguito il logon si blocca miseramente.
Ho provato anche a importare la VM in VMWare Workstation 11 ma anche in questo caso all'avvio di Windows si blocca con un errore di VMWare che accenna alla lettura di una zona di memoria non valida.
Forse dovrei provare a reinstallarla da zero e non a importarla.
Diciamo che comunque quasi ci siamo, almeno sul vecchio Pentium III Windows 3.11 sotto VMWare funziona, ma è molto lento, purtroppo il PC è quello che è e non è certo il miglior candidato come host per l'emulazione, anche di un OS così vecchio.
Ma adesso veniamo alla vera sorpresa.
DOSBOX, già proprio il programma che per sua natura è dedicato all'emulazione dei vecchi giochi DOS.
Ma in DOSBOX si può installare anche Windows 3.11, anche se nella sua versione standard, chiamiamola così, DOSBOX fornisce un DOS versione 5 e manca di alcune funzionalità che gli permettono di eseguire il programma SHARE.EXE che è fondamentale per alcune applicazioni Windows, Office giusto per citare la più importante.
DOSBOX però permette anche di avviare DOS, e quindi Windows 3.11, ma anche Windows 95, da un file immagine, file immagine che non è altro un file che rappresenta un disco fisso, in questo modo si può installare DOS 6.22, l'ultimo, Windows 3.11 e il livello di emulazione sembra molto buono, vi ricordate di cosa ho detto di FoxPro in VMWare ? beh in DOSBOX funziona.
Ovviamente ci sono dei limiti, DOSBOX non ha il supporto per una scheda di rete, anche se a essere sinceri non è proprio un grandissimo problema, io quando usavo Windows 3.1 non ho mai avuto accesso a Internet o a risorse di rete locali, poi dove vuoi andare oggi sul WEB con un OS così vecchio.
Non è un problema anche perchè per installare software o usi una ISO e la agganci ad un'unità CD nella configurazione di DOSBOX, oppure, come il più delle volte faccio io, monto l'immagine del disco e ci copio dentro i file di installazione e poi avvio DOSBOX e lancio l'installazione direttamente dal disco.
Per montare l'immagine è sufficiente :
sudo mount -o loop,offset=`echo 63*512|bc` -t msdos win311.img /mnt
l'unica cosa degna di nota è il calcolo dell'offset della prima partizione all'interno del file immagine, poi sotto /mnt ho tutto il contenuto del disco e vado a copiare i file nella cartella install che ho creato apposta per questo scopo. Quando finisco smonto e avvio DOSBOX.
Non stò qui a spiegare come installare DOS/Windows 3.11 su un file immagine in DOSBOX perchè anche su questo argomento le guide non mancano.
Ovviamente con DOSBOX Windows 3.1 o 3.11 non fa differenza visto che non c'è la possibilità di usare la rete.
Ho provato l'esecuzione di DOSBOX con questa immagine di Windows su un portatile con CPU Intel Core2Duo T5450 a 1,66GHZ e la velocità di esecuzione è più che buona e permette di poter usare i vecchi programmi senza problemi. Personalmente ritengo che anche con una risoluzione grafica di 800x600 a 256 colori la resa sia piuttosto buona, ma anche aumentandola a 1024x768 non ci sono rallentamenti evidenti, l'unica cosa è che su un classico display 1280x800 c'è ben poco spazio.
Ci sarebbe poi qemu, che ammetto di non amare molto anche se in passato lo avevo provato e usato abbastanza, ma la gestione attraverso quel "monitor" dove l'help è inutile e i comandi solo per cambiare un floppy sono così poco facili da ricordare, cioè non puoi usare fda sulla linea di comando e floppy0 nel monitor per identificare il floppy a:.
Sicuramente colpa mia che non riesco a farmi piacere questo sistema macchinoso di iterazione con la VM, ma a parte questo dopo aver installato il sistema di base non sono riuscito a configurare la scheda video, anche se indicata come Cirrus e scaricati i driver dedicati una volta installati la resa era tale da non renedere leggibile nulla, mancavano le icone, anche i controlli grafici sembravano incompleti. Non ho voluto perderci più di tanto, anche perchè pure con l'installazione della scheda di rete non ne sono venuto a capo.
In conclusione devo dire che al momento DOSBOX mi sembra la soluzione migliore per emulare Windows 3.11, e per quello che vale, DOSBOX, essendo un vero emulatore, può eseguire i programmi DOS anche su altre architetture come ARM o PowerPC.
Provandolo su un PowerBook G4 e su un Toshiba AC100 ( Tegra2 ) le prestazioni sono accettabili, più sul PowerBook che non sul Tegra ad essere sinceri, nonostante il Tegra2 sia una CPU più recente, benchè ARM.
Quindi per l'operazione nostalgia con Windows 3.1/3.11 direi che sono a posto con DOSBOX.




sabato 6 giugno 2015

SheevaPlug : "UBIFS: recovery needed"

Qualche tempo fa è partita la corrente e con essa anche lo SheevaPlug, già una volta ho dovuto sostituire la parte dell'alimentazione perchè si era bruciata ma questa volta sono stato più fortunato, infatti il led dell'alimentazione era acceso e anche quelli sulla presa di rete, quindi il problema per cui non vi potevo accedere doveva essere di diversa natura.
Ho quindi attaccato il cavo USB alla presa JTAG, che funge anche da console seriale, e mi ci sono collegato con il classico :

screen /dev/ttyUSB0 115200
e scopro che l'avvio si interrompe con il seguente messaggio :
UBIFS: recovery needed
Error reading superblock on volume 'ubi:rootfs'!
UBIFS not mounted, use ubifs mount to mount volume first!
UBIFS not mounted, use ubifs mount to mount volume first!
Wrong Image Format for bootm command
ERROR: can't get kernel image!
purtroppo cercando in rete scopro che da U-Boot non è possibile eseguire il recovery del file system, la sfiga di avere installato Debian sulla NAND.
La soluzione è in realtà semplice, basta eseguire questi comandi :
ubiattach /dev/ubi_ctrl -m 2
mount -t ubifs ubi0:rootfs /mnt
e verrà eseguito il recovery, in quanto si accorge del problema sul file system.
Ma per eseguirlo bisogna avere un sistema da avviare da USB o da SD, ecco io con questo device la SD non sono mai riuscito ad usarla, provato schede di ogni marca da 2 a 8 giga e nessuna è mai andata bene.
Insomma alla fine della fiera ho seguito questa guida è ho installato Wheezy su USB, poi avviato da questa, fatto il mount e corretto il problema.
Due cose, la guida ha i link per scaricate l'installer di Jessie che però non funziona, poi una volta installato Wheezy bisogna installare il pacchetto mtd-utils altrimenti non verrà riconosciuto UBIFS come un file system valido.

Per abilitare nuovamente il boot dalla  NAND digitare questi comandi al prompt di U-BOOT :
setenv mtdids nand0=orion_nand
setenv mtdparts mtdparts=orion_nand:0xa0000@0x0(u-boot),0x400000@0x100000(uImage),0x1fb00000@0x500000(rootfs)
setenv bootargs_ubi 'console=ttyS0,115200 ubi.mtd=2 root=ubi0:rootfs rootfstype=ubifs'
setenv bootcmd_ubi 'ubi part nand0,2; ubifsmount rootfs; ubifsload 0x1100000 /boot/uInitrd; ubifsload 0x800000 /boot/uImage'
setenv bootcmd 'setenv bootargs $(bootargs_ubi); run bootcmd_ubi; bootm 0x00800000 0x01100000'
 
saveenv
Ora posso usare tranquillamente la mia Wheezy installata su NAND, ma sarà bene che mi tenga da parte una chiavetta USB in caso di necessità.