martedì 15 luglio 2014

Trinity Desktop anche in Debian Jessie

Nel post precedente ho parlato di questo fork di KDE3 e di come installarlo su Debian Wheezy.
Navigando sul sito del progetto sono approdato a questa pagina dove sono indicati i repo per l'installazione delle nightly build e dove è possibile indicare anche Jessie come versione di Debian, anche se non c'è scritto è supportata.
Le nightly build utilizzano nomi differenti per i pacchetti, almeno per molti di essi, che hanno tde al posto di kde come suffisso.
Per l'installazione quindi si procede con :

sudo apt-get install desktop-base-trinity tde-trinity tde-i18n-it-trinity

nel mio caso, non so se per un momento di sovraccarico del server, l'installazione è stata lentissima e solo per scaricare i pacchetti ci sono volute almeno 4 ore.
Al termine dell'installazione e dopo il riavvio era tutto regolare, la prima cosa che si nota è che al login non serve più usare CONTROL+ALT+CANC ma appare subito la richiesta utente/password.
La versione riportata è R14.0.0[DEVELOPMENT] che quindi fa sperare che il progetto sia effettivamente ancora sotto sviluppo, anche se a livello delle singole applicazioni sembra più una mera ricompilazione che altro.
Alcuni pacchetti però non sono ancora aggiornati come per esempio Koffice la cui installazione da problemi di dipendenze non risolte.
Diciamo che tutti i dubbi precedentementi espressi restano validi, solo il tempo dirà se effettivamente questo DE troverà o meno la sua strada e quindi un reale sviluppo, cosa che io spero perchè come già detto KDE3, e quindi questo TDE, hanno un aspetto grafico che mi piace non poco.

domenica 13 luglio 2014

Trinity Desktop Environment

Trinity Desktop Environment o TDE in breve non è altro che il "vecchio" KDE 3.5 portato avanti per la gioia dei nostalgici.
Esistono repository dedicati per varie distribuzioni linux e per quanto riguarda Debian Wheezy questa è la pagina con le istruzioni per procedere con l'installazione.
Personalmente sono partito da un'installazione minimale alla quale ho aggiunto xorg e poi seguendo le istruzioni ho installato TDE, rispetto a quanto riportato nella pagina indicata ho aggiunto i seguenti pacchetti che non sono stati installati in automatico :

kdm-trinity
kde-i18n-it-trinity
il primo, come si evince dal nome, è il login manager con cui fare il login grafico, che come particolarità ha la richiesta di premere i tasti CONTROL+ALT+CANC per accedere alla finestra per imputare utente/password ..... un pò come succede con i sistemi Windows Server.
Il secondo pacchetto altro non è che la localizzazione in italiano del DE.
I vari pacchetti hanno come suffisso nel nome la stringa trinity per non andare in conflitto con i relativi pacchetti per KDE4, quindi, per esempio, abbiamo kate-trinity come editor per TDE mentre per KDE4 abbiamo kate.
Una volta installato tutto ci ritroviamo con un classico ambiente KDE3, più precisamente la versione è la 3.5.13.2.
Devo dire che a mio avviso questo Trinity Desktop è veramente un bel lavoro e funziona in maniera egregia, l'installazione la ho fatta in una macchina virtuale con appena 512 mega di RAM e non si notano rallentamenti nell'uso.
Ora sorge spontanea una domanda, perchè usare oggi un DE che richiama KDE3 quando KDE4 è ormai più che maturo ?
Beh, la risposta è semplicemente perchè no ? 
Anni fa quando ancora usavo RedHat come distribuzione principale usavo KDE, a quei tempi la versione 3 e qualcosa, che ritenevo essere un DE superiore al Gnome allora presente in quanto dotato di molte più applicazioni e meglio integrate le une con le altre e con l'intero desktop.
Ma il software cambia, si evolve .... e a volte migliora,
Quando usci il primo KDE4 ne rimasi spiazzato, non mi piaceva, mi sembrava molto più pesante e soprattutto poco stabile e meno pratico di KDE3.
Di contro Gnome era migliorato parecchio, sempre della versione 2 si parla comunque, e quindi divenne il mio nuovo DE di riferimento.
Oggi dopo Gnome 3 sono su XFCE quindi sembra proprio che io sia incapace di adeguarmi a queste innovazioni, anche se uso KDE4 su un PC e provo Gnome 3 su un altro ..... e devo dire che oggi come oggi KDE4 mi sembra una cifra meglio di Gnome 3.
Ma allora perchè qualcuno dovrebbe pensare di usare TDE e soprattutto ne vale la pena ?
Qui la risposta può essere in parte soggettiva e in parte deve essere oggettiva.
Soggettiva perchè i gusti sono gusti e devo dire che a me non dispiace per niente poter lavorare con KDE3, inoltre è un desktop environment molto completo e anche leggero che può quindi permettere di sfruttare PC non proprio recenti usando comunque un DE bello, completo e funzionale.
Oggettiva perchè il dubbio di finire con l'usare un DE che poi non venga aggiornato o mantenuto purtroppo c'è, mentre stò scrivendo il sito non risulta raggiungibile per esempio e non è nemmeno possibile installare applicazioni dai repo dedicati, anch'essi non raggiungibili.
Poi, che tipo di sviluppo può avere questo DE ? 
Se si tratta solo di tenere e ricompilare le applicazioni di KDE3 per poterle integrare nelle attuali distribuzioni linux è un pò poco perchè col passare del tempo, se non lo sono già, risulteranno vecchie e non aggiornate in quanto a funzionalità, penso per esempio al browser, al gestore di mail o al media player, tutte applicazioni che soffrono nel non supportare nuovi standard web o multimediali.
Concludendo se da una parte mi fa piacere poter di nuovo lavorare con uno dei DE che più ho apprezzato dall'altro non sono così sicuro che abbia un futuro da consigliarlo come proprio DE di riferimento.
Staremo a vedere se questo progetto è destinato a durare o meno.

martedì 8 luglio 2014

Debian Jessie su DELL Latitude D630

Ho da poco installato Debian Jessie su questo portatile con MATE come ambiente desktop e tutto è andato bene fino al primo aggiornamento.
Al momento della prima installazione avevo il kernel 3.13-1 che funziona a meraviglia, dopo l'aggiornamento mi sono trovato con un kenel un pelo più recente, versione 3.14-1.
Quel tanto che basta per creare problemi e rendere il PC inutilizzabile.
Infatti il piccolo e unico problema è che non funziona più la retroilluminazione del display che risulta essere così scuro da essere difficilmente leggibile, tanto da rendere praticamente impossibile l'uso del notebook.
I tasti per variare la luminosità, oppure anche uando l'applet presente, non hanno effetto alcuno anche perchè controllando i files in :

/sys/class/backlight/dell_backlight

risulta che il display è già alla massima luminosità.
Però c'è anche un'altra directory, questa :

/sys/class/backlight/intel_backlight
che contiene gli stessi files, ma qui il file actual_brightness contiene 0 e il file max_brightness prevede un valore massimo di 255000.
Quindi da root eseguendo questo comando :

echo 255000 > /sys/class/backlight/intel_backlight/brightness

ottengo un display luminoso che fa felice i miei poveri e vecchi occhi.
Ho poi messo questa istruzione in /etc/rc.local in modo da eseguirla ad ogni avvio e così ho risolto anche questo piccolo grande problema.
Comunque questo intoppo mi conforta in un certo senso, e sì perchè sul PC che uso per lavoro ho Wheezy, l'attuale Debian stable, e Jessie lo uso solo su altri PC dove non ho avuto problemi fino ad oggi e quindi mi era quasi balenata l'idea di aggiornare anche il PC ..... pensavo mah ormai Jessie mi sembra piuttosto stabile che problemi potrei avere.
Tieh eccoti servito ..... se Jessi è testing un motivo c'è e questa volta mi è andata bene ma con la sfiga che ho scommetto che sulla macchina che uso per lavoro non avrei la stessa fortuna.



sabato 28 giugno 2014

Debian MATE

Una bella novità per chi non ama il nuovo Gnome 3.
Da circa un mese è disponibile nei repository standard di Debian Jessie, e tramite i backports anche in Wheezy, l'ambiente desktop MATE in versione 1.8.
Era già possibile installare MATE attraverso repository dedicati ma io sono uno di quelli che meno repository di terze parti ci sono meglio è.
L'installazione è semplicissima :
sudo apt-get update
sudo apt-get install mate-desktop-environment
sudo apt-get install mate-desktop-environment-extras
Al termine avremo un'installazione completa di questo ottimo DE che ricorda, ovviamente, il buon vecchio Gnome 2, anche se il nome di alcune applicazioni cambia.
Per molti MATE, che usa ancora le vecchie GTK+2, rappresenta un attaccamento al "vecchio" e un rifiuto a passare a un DE più moderno come è, o dovrebbe essere, Gnome 3.
Forse è vero, ma io personalmente sono affezionato ( abituato ) a un concetto di DE più tradizionale, motivo per cui amo in modo particolare XFCE, ma al di là di questo sono dell'idea che avere una scelta in più non è altro che una maggiore libertà per l'utente, se poi questa libertà è fornita direttamente dai repository della nostra amata distribuzione tanto meglio.
Speriamo che nel prossimo futuro anche Cinnamon arrivi nei repository standard, altro fork di Gnome che però usa le più moderne GTK+3 e che, al pari di Gnome 3, richiede una scheda grafica di discreta potenza.
Fino a poco tempo fa usavo, proprio su questo PC, Fedora 20 con MATE e ne ero proprio soddisfatto, ma ora che finalmente anche Debian lo fornisce ho deciso di formattare e installare direttamente Debian, tra l'altro mi sembra molto più veloce rispetto a Fedora.
Unica pecca è che al momento è possibile installare MATE solo dopo aver fatto almeno un'installazione minimale, cioè non è disponibile come DE in fase di installazione come invece è previsto per Gnome 3, scelta di default, oppure per KDE, XFCE o LXDE.
Magari con le prossime versioni dell'installer Debian sarà previsto, sarebbe una bella comodità.
 

sabato 19 aprile 2014

Creare una chiavetta USB per installare Windows 8.1

Premetto che sono un tipo all'antica e preferisco installare sempre da CD/DVD solo che mi sono ritrovato tra le mani un portatile il cui lettore DVD non funzionava e quindi ho dovuto per forza trovare il modo di preparare una chiavetta USB per l'installazione di Windows 8.1.
La rete è piena di tutorial che spiegano come creare codesta chiavetta per cui vi domanderete perchè sono qui a scrivere questo post. 
Semplicemente perchè nessuno dei metodi principali che si trovano ha funzionato.
A me girano le palle perchè ho quelli che scrivono certe cose le copiano e non le testano oppure erano funzionanti "una volta" oppure la mia proverbiale sfiga ha colpito ancora. 
Propendo per quest'ultima ipotesi.

Vediamo questi metodi, la chiavetta è da 4GB quindi più che sufficiente.

Il primo che ho provato consiglia di installare Windows7 USB DVD che nonostante il nome funziona anche per Windows 8/8.1. 
Balle, nonostante avessi una ISO creata da un DVD di Windows 8.1 il programma continuava a dire che la ISO non era valida.

Il secondo metodo prevede di installare il programma di download e creazione del supporto da questa pagina.
La faccio breve, dopo aver inserito il codice prodotto, il programma tenta di connettersi al server e regolarmente segnala che non è possibile connettersi e di controllare la propria connessione internet.

Terzo tentativo fatto con questo programma che però da sempre un errore nel momento in cui deve andare a scrivere i dati sulla chiavetta, l'errore non dice nulla in merito al possibile problema, fatto sta che formattando la chiavetta sia in NTFS che in FAT32 non cambia nulla, l'errore c'è sempre.

Alla fine ho trovato questo programma che senza rompere tanto le palle ha accettato la ISO di Windows 8.1, ha formattato la chiavetta in modo corretto e in poco tempo ha creato questa benedetta installazione da USB. Davvero un ottimo programma.
Alla prova del nove l'avvio da USB sul portatile ha fatto partire l'installazione di Windows 8.1 che è terminata regolarmente.
Per la cronaca dopo un giorno con Windows 8.1 ho installato Manjaro OpenBox, in questo caso per fare la chiavetta è stato sufficente eseguire questo banalissimo comando da un PC linux :
dd if=./manjaro-openbox-0.8.9-x86_64.iso of=/dev/sdb bs=4M
nel mio caso la chiavetta è vista come /dev/sdb, che semplice vero ..... quasi troppo, insomma resta sempre valido il motto :

LINUX FOR EVER !!!





lunedì 24 febbraio 2014

Compatibilità tra sistemi di virtualizzazione

Scrivo, dopo tanto tempo, questo breve post per documentare la mia penosa esperienza nel passare da VirtualBox a VMWare Workstation.
Per prima cosa tengo a precisare che normalmente uso solo VirtualBox come sistema di virtualizzazione, sia su Linux che Windows, lo trovo molto comodo, completo e funzionale, in particolar modo mi piace la separazione tra la finestra della macchina virtuale in esecuzione e la finestra di gestione e configurazione.
VMWare usa una finestra unica con le macchine virtuali all'interno di vari tab ed è una cosa che mi sembra scomoda da morire, se c'è un modo per ovviarlo mi piacerebbe saperlo.
Veniamo al dunque, sul mio piccolo portatile da viaggio, schermo 12 pollici, Intel Core2Duo T7500 da 2,2Ghz con 3 giga di RAM e disco da 250 GB con installata una bella Fedora 20 con Mate Desktop avevo la necessità di usare anche la macchina virtuale Windows XP dedicata allo sviluppo software che gira su un PC ben più potente ma che ovviamente non mi porto appresso.
VirtualBox permette di esportare e importare le macchine virtuali da un PC all'altro e così ho fatto solo che dopo aver avviato la macchina virtuale ho notato una lentezza esasperante della stessa, lentezza che non poteva, a mio avviso, essere legata solo alle caratteristiche dell'hardware, anche perchè fino a circa 2 anni fa lo stesso hardware stava sul PC che usavo per lo sviluppo, a parte che forse il disco da 500GB che era più veloce.
Allora mi son detto perchè non provare VMWare e quindi ho rimosso le guest addition dalla macchina VirtualBox, creato un'immagine cone Acronis, come se fosse un vero PC, poi in VMWare ho creato una macchina virtuale con le stesse caratteristiche e sempre con Acronis ho ripristinato l'immagine.
Risultato ? non potevo fare neanche il login perchè i caratteri digitati per la password, che non si vedono, non corrispondevano a quelli sulla tastiera visto che mi diceva che la password era errata ..... quindi che fare ?
Niente, ho lasciato perdere e ho provato l'altra via, cioè usare il programma VBoxManage di VirtualBox per convertire il disco VDI in VMDK per VMWare.
Risultato ? la macchina si avvia ma nun funziona la tastiera che non riceve nessun input, in compenso va il mouse ..... solo che con quello la password non la digito.
Ma visto che ero in vena ho provato anche a ripristinare il backup fatto con Acronis anche in una macchina virtuale gestita con KVM e VirtManage, il tool opensource che si può installare anche in Fedora per la virtualizzazione.
Indovinate come è andata ? Un fiasco completo.
Oltre alla lentezza assurda di questo sistema di virtualizzazione al primo riavvio è saltato fuori il famoso BSOD di Windows.
Per concludere credo che l'hardware emulato dai vari sistemi di virtualizzazione sia diverso a seconda del programma utilizzato e Windows non ama molto le modifiche all'hardware una volta installato, altro punto a sfavore di questo OS, per cui se usate un sistema VirtualBox, VMWare, KVM .... non sperate di passare da uno all'altro senza reinstallare Windows.
Forse era anche ovvio e prevedibile che fosse così .... ma io un pò ci speravo.

OK, ma Windows XP è ancora lento in VirtualBox su questo PC ?
Eh, eh sarà argomento di un prossimo post ..... che non mi faccia incazzare anche VirtualBox perchè allora sono guai.

mercoledì 8 gennaio 2014

PLOP Boot Manager

Ho sempre installato le varie distribuzioni linux che provo masterizzando la relativa ISO su CD o DVD e poi eseguendo il boot del PC da tale supporto, non ho mai provato a usare una chiavetta USB come fonte di installazione.
Il motivo è semplicemente che ho ancora un buon numero di CD/DVD riscrivibili mentre sulle chiavette USB di solito ho file/programmi/documenti che mi passo da PC a PC o mi porto dietro quando vado in giro.
Un altro motivo è che ho ancora un paio di vecchi PC, Pentium 4 e 3, che non hanno la possibilità di fare il boot da periferiche USB e quindi l'installazione da CD/DVD è sempre quella più comoda .... fino all'altro giorno.
Ora, ho questo benedetto Pentium 4 sul quale volevo provare Linux Mint Debian Edition, LMDE per gli amici, e quindi dopo aver scaricato la ISO la ho masterizzata su DVD per procedere all'installazione.
Al primo avvio da DVD nel menù di grub seleziono il controllo del supporto che giustamente risulta buono per procedere con l'installazione e così riavvio e procedo.
LMDE è un live DVD che poi permette l'installazione su disco fisso e, pensa che fortuna, ad un certo punto si blocca  durante la copia dei file e infatti mi spara una fila di errori di lettura dal DVD.
Spengo e riaccendo e questa volta non c'è verso di fare il boot da DVD .... come se non fosse inserito, provo ha toglierlo, rimetterlo ..... sputo quasi anche sulla lente del laser del lettore ma niente da fare, alla fine rinuncio vista anche l'ora tarda che si era fatta.
Il giorno dopo riprovo e ancora il DVD non viene letto, ad un certo punto a forza di provare si avvia, arrivo a far partire l'installazione e poi ...... bang errori a non finire.
Da un altro PC, un pò più recente e sano, controllo il DVD e, guarda un pò, mi dice che è buono .... non sarà che è il lettore che fa le bizze, provo anche un CD dove ho la distro linux live Parted Magic e pure di questo CD il lettore non ne vuole sapere.
Quindi per finire e venire al titolo di questo post ho deciso di provare questo programma che potete trovare a questo indirizzo, lo avevo scaricato in passato e messo su un floppy disk per il solo e unico scopo che trovavo fosse interessante che permettesse di fare il boot da USB su quei PC che non lo prevedono a livello di BIOS e visto che è il caso del Pentium 4 in questione, che ha ancora il lettore di floppy e pure 2 porte USB 2.0 ho messo la ISO di LMDE su una chiavetta USB da 4 giga, schiaffato il floppy con il boot manager nel lettore e acceso il PC.
Ovviamente, almeno il lettore floppy funziona, si è caricato il programma da floppy e nel menù mi ha presentato la voce USB come scelta di avvio, oltre alla partizione primaria del disco e il lettore DVD.
Avviando da USB si è poi caricato il grub dalla chiavetta e quindi ho avviato LMDE e finalmente ho potuto installarlo su disco.
Devo dire che lavorando su una porta USB 2 l'installazione non mi è sembrata più lenta che non da DVD .... beh forse questo dipende dal fatto che con quel lettore DVD non c'era molto da sperare, ma comunque l'installazione è andata abbastanza veloce .... e sopratutto è andata.
Insomma devo dire che questo piccolo software è veramente una chicca, onestamente pensi ma che serve un boot manager per avviare da USB o DVD se già lo fa il BIOS ..... ma quando il lettore non funziona e ti resta solo il floppy, da cui oggi non installi una beata mazza, e il BIOS non permette il boot da USB ..... beh nel mio caso è servito.
Ho provato anche su un più vecchio Pentium 3 dove le porte USB sono in standard 1.0/1.1 e per avviare avvia solo che nel caricare il kernel si è bloccato una volta al 30% una seconda al 40% .... in realtà il led della chiavetta lampeggiava a indicare che stava lavorando ma probabilmente la velocità è talmente bassa da rendere un'agonia totale la possibilità di installare da USB. Per fortuna che su questo PC il lettore DVD funziona, legge solo i CD riscrivibili e non i DVD però.
Bene mi metto da parte il floppy disk con PLOP per il futuro ....... per quanto siano affidabili i floppy disk come supporto di memorizzazione.