sabato 4 aprile 2015

Virtualizzare con XenServer

In passato avevo già provato XenServer e non ne ero rimasto particolarmente soddisfatto, almeno confrontandolo con VMWare ESXi, adesso torno alla carica con l'ultima versione.
L'installazione è molto semplice e lineare, una volta riavviato ci si trova davanti ad una videata di configurazione con un numero di possibilità ed opzioni decisamente superiore a quanto offerto da ESXi, però poi la vera gestione del server si fa da Windows, tanto per cambiare, usando il client dedicato XenCenter.

Importazione da altre soluzioni di virtualizzazione.
La prima cosa che faccio dopo essermi loggato al server è tentare di importare una VM creata in VirtualBox dopo averla esportata in formato OVA, e manco a dirlo il file viene sempre indicato come corrotto, quindi questo formato OVA/OVF che dovrebbe rappresentare una sorta di standard non funziona quasi mai, anche se con VMWare Workstation, nonostante un warning l'importazione sia possibile.
A questo punto invece che usare il file OVA generato da VirtualBox ho eseguito l'export in OVF da VMWare Workstation e in questo caso XenServer sembra abbia gradito ed è partita l'importazione .... che non è mai terminata, infatti nonostante il file OVA fosse di solo un centinaio di mega la barra di progressione dell'importazione del disco è rimasta ferma per buoni 30 minuti, fino a quando ho deciso di fermare tutto.
Bell'inizio non c'è che dire, se la prima impressione è quella che conta siamo messi proprio bene, ma forse il problema è nella VM che volevo importare, uno SCO OpenServer, notoriamente ostico alla virtualizzazione e di certo non supportato da XenServer.
Il secondo tentativo lo ho fatto esportando una VM Windows 2003, sempre da VMWare Workstation, ma il risultato è stato lo stesso, a questo punto mi è sorto il sospetto che non ho capito come funzioni l'importazione, infatti se nel menù view abilito hidden objects appaiono delle strane VM tra cui anche quella che tento di importare che risulta non avere un disco fisso agganciato e un'altra in esecuzione con nome "Transfer VM for VDI" che non capisco cosa faccia, immagino che si occupi dell'importazione ma come operi e se stia effettivamente facendo qualcosa non lo capisco.

Creazione di una nuova VM.
OK lasciamo perdere l'importazione che nonostante dovrebbe essere operazione alla portata di tutti a me risulta impossibile da comprendere, creiamo una nuova macchina virtuale allora, e anche qui i problemi non mancano.
Per prima cosa sul server XenServer non ho il lettore DVD, perchè al posto del lettore c'è proprio il disco su cui è installato XenServer, poco male uso una ISO per l'installazione, già ma l'unica possibilità offerta da XenServer è quella di creare una "ISO library" puntando su un'altra macchina utilizzando per esempio una share CIFS/SAMBA.
Ora, colpa di Windows 8.1 di sicuro, ma nonostante nelle risorse di rete vedessi il NAS ho dovuto usare come path alla share l'indirizzo IP dello stesso e non il nome come appare nelle risorse di rete, mistero sul quale non penso valga la pena di indagare.
In ogni caso, avendo già buttato su qualche ISO queste sono apparse nella libreria e quindi posso provare l'installazione di qualche OS, tra l'altro aggiungendo nuove ISO via FTP sul NAS queste vengono viste in automatico nella libreria, certo ci mancherebbe pure che non fosse cosi.
Come primo test ho pensato di installare Windows 2003 che è tra i sistemi guest supportati da XenServer per cui non dovrei avere problemi di sorta.
Il wizard per creare una VM, come detto, prevede già Windows 2003 quindi mi sono limitato solo alla personalizzazione di alcuni parametri, tipo 1 giga di RAM e 40 giga di disco, poi ho avviato l'installazione usando la ISO dalla libreria e dopo aver selezionato il tab "console" ho proceduto come di consueto con l'installazione come se si trattasse di una macchina reale.
L'installazione mi è sembrata un pò lenta e al termine ho deciso di installare subito gli "XenServer Tools" che dovrebbero migliorare le prestazioni e l'usabilità della VM, e cominciano i problemi, per prima cosa bisogna installare il NET Framework 4 che per fortuna è sulla ISO dei Tools, però questo non si installa perchè manca il componente WIC di Windows che non è presente nella ISO e va scaricato a parte.
Lavorare nella console è di una lentezza allucinante, considerando che la versione di IE che c'è in Windows 2003 è cosi vecchia da non essere utilizzabile ho dovuto scaricare il file dal PC client, caricarlo sul mio server FTP e poi dalla VM usare il client a caratteri FTP per scaricare e installare il file. Per qualche motivo se provavo a usare Explorer per scaricare il file dal mio server FTP mi diceva che non lo potevo salvare.
Alla fine dopo aver installato WIC, NET Framework ho potuto installare i Tools e dopo un riavvio devo dire che non mi pare di notare grandi miglioramenti a livello di prestazioni.
Ho provato anche l'installazione di Debian Wheezy e pure qui la lentezza della console è stata allucinante, innanzitutto l'interfaccia a carattere classica dell'installazione è andata su per il camino, infatti l'interfaccia utilizzata era quella da console seriale, solo molto piu' lenta.
Per fortuna ho fatto un'installazione minimale per ridurre i tempi che comunque mi sono sembrati superiori a quelli di una installazione reale o anche in VirtualBox.
Ho provato a installare OpenBSD 5.6 ma sebbene l'installazione sia andata a buon fine non è stato possibile configurare l'interfaccia di rete, al primo riavvio però sembrava funzionare, o quasi, in quanto l'interfaccia re0 ha ottenuto un indirizzo IP ma continuava ad apparire il seguente messaggio :
re0 : watchdog timeout
e provando a pingare altri PC sulla rete non si otteneva risposta.
Il problema della rete sembra legato al fatto che viene emulata una "Realtek r8139", sicuramente non supportata "out of the box" da SCO, anche se OpenBSD non dovrebbe avere problemi, purtroppo non c'è, o non ho trovato, il modo per cambiare il tipo di scheda da emulare, una classica PC-Net dovrebbe risolvere il problema.
A dire il vero qui viene indicato un "hack" per usare una scheda e1000, io ho provato a fare la stessa cosa, usando una pcnet, scheda vecchia ma supporata da qualsiasi OS di questo mondo, SCO Unix compreso, ed infatti il riavvio di OpenBSD, e le opportune modifiche, hanno permesso a questo OS di vedere la rete senza problemi.
Purtroppo con l'installazione di SCO le cose sono andate piuttosto male, l'installazione è stata perfetta, e con la modifica della scheda di rete questa è stata rilevata senza problemi però al primo riavvio la VM si blocca con questo messaggio :
not a directory
boot not found
cannot open
stage 1 boot failure: error loading hd (40)/boot
che a spanne vuol dire che il disco della VM risulta corrotto. Ho rifatto l'installazione da zero ma il problema si è presentato ugualmente, immagino che il supporto non sia proprio completo da parte di qemu, almeno in XenServer.

Creazione di una VM con XenConvert.
XenConvert è un'applicazione Windows che va installata su un PC che si vuole importare in XenServer, quindi trasforma una macchina fisica in una virtuale.
Come test ho però usato una VM Windows XP in VirtualBox, una volta installato il programma basta lanciarlo e seguire le semplici schermate proposte, l'unica cosa da notare è che nella videata in cui si impostano i parametri di accesso a XenServer, indirizzo IP, utente e pssword, bisogna indicare anche un workspace, che altro non e' che un'area di storage temporaneo.
Ecco, questa è una cosa che non mi aspettavo ad essere sincero, in pratica serve un disco dove far transitare i dati prima di mandarli sul server, almeno così immagino, ora nel mio caso usando una VM non ho fatto altro che abilitare da VirtualBox una cartella condivisa con una cartella del PC host e poi la ho mappata come unità di rete e data come area di workspace e così ho potuto procedere con il passo successivo che altro non è che la richiesta di un nome per la nuova VM e l'area di storage sul server dove salvarla.
A questo punto inizia la procedura vera e propria di importazione, vedo che viene creata una nuova unità, E: nel mio caso, che sembra una copia esatta dell'unità C:, immagino sia una sorta di immagine con i dati congelati al momento in cui inizia l'importazione in modo che se continuo ad usare il PC non si creino problemi di sincronia, ma è solo una supposizione.
Sull'unità di workspace intanto si sono creati 3 file, un OVF e un PVP di qualche kb che immagino contengano informazioni relative al ben più grande file VHD, non resta che attendere.
Sono passate 5 ore e la barra di progressione non è nemmeno ad un terzo, ovviamente non c'è la visualizzazione del tempo trascorso e soprattutto di quanto manca alla fine, ma il file VHD non è nemmeno di 8 giga e in 5 ore non ha completato che un terzo dell'operazione.
Se è così che funziona l'import di una macchina fisica in virtuale direi che è meglio prendersi per tempo, nell'ordine di qualche giorno o settimana se si dovesse trattare di virtualizzare un server con qualche 10 di gigabyte di dati.

OpenXenManager
Questo dovrebbe essere un client per gestire XenServer utilizzabile anche in ambiente linux, il file da scaricare riporta la data di dicembre 2010 quindi non sembra un progetto molto attivo.
Dopo aver scaricato e scompattato il file, installato le dipendenze python necessarie eseguo il programma, mi collego al server e ...... resto qui a guardare una finestra vuota e tristemente bloccata.
Raggiunto il forum di supporto scopro che il problema è già stato segnalato e che, purtroppo, questo progetto non è più portato avanti in maniera continuativa.
Comunque ho provato a scricare i sorgenti con git :
git clone https://github.com/OpenXenManager/openxenmanager.git
poi su Debian ho dovuto aggiungere alcuni pacchetti, oltre a quelli già indicati nel link di cui sopra : 
sudo apt-get install python-glade2 python-configobj
A questo punto ho eseguito il programma di nuovo e questa volta la connessione a XenServer è avvenuta.
Ho subito provato ad avviare la VM con Windows 2003 e la prima cosa che ho notato è come una volta attivato il TAB della console si spostasse il focus sul TAB performance per conto proprio, un pò una seccatura
Altro problema è che non rileva l'installazione degli XenTools sulle VM, infatti in quella con Windows 2003 sono regolarmente installati ma OpenXenManager indica che non è così.
Comunque ho provato ad usarlo per installare Debian Jessie, in questo caso non partendo da un template, non ce ne è uno per Jessie, non è stato usato il parametro quiet console=hvc0 per l'avvio del kernel e infatti l'installer era quello classico di Debian a differenza di quanto avvenuto con l'installazione di Wheezy.
Altra cosa che ho notato, ma forse mi sbaglio, è che in questo caso sembra venga usato qemu per la virtualizzazione e non xen, almeno ho avuto questa impressione nel momento in cui è stato chiesto di partizionare il disco che risultava essere un ata-qemu mentre nella VM Wheezy era un xvd o qualcosa del genere, immagino che dipenda dal fatto che Wheezy è previsto nei template e quindi gestito con xen.
Purtroppo nell'installazione ho avuto problemi con la rete e da OpenXenManager non sono riuscito a configurare l'interfaccia di rete per la VM, infatti nel momento in cui confermavo l'operazione di "add" non appariva nessuna rete, usando XenCenter da Windows ho poi visto che a forza di prove di interfacce ne avevo aggiunte parecchie.
Ma il problema maggiore è che l'interfaccia di rete non otteneva un indirizzo dal DHCP del router, in pratica non era in bridge, e quindi non potevo andare in internet e quindi scaricare i pacchetti per continuare l'installazione di Debian.
Dopo aver cancellato la VM ho rifatto l'installazione questa volta con XenCenter e problemi con la rete non ce ne sono stati, può anche essere che abbia sbagliato io qualche settaggio nel primo tentativo con OpenXenManager.

Conclusioni
Insomma XenServer non mi aveva entusiasmato in passato e anche ora non mi pare di potermi dire particolarmente soddisfatto, non ho trovato nessuna funzionalità particolare e anzi mi pare siano più le mancanze ed i limiti che i pregi.
Voglio sottolineare che non sono un esperto in materia di virtualizzazione per cui valuto il prodotto in base a quelle che sono le mie semplici esigenze, più che altro finalizzate ad avere VM di test, ammetto che l'hardware a disposizione non è il più indicato, CPU Intel T7500, 8 giga di RAM e disco SATA da 320 giga a 7200 giri, ma nonostante questo l'impossibilità di importare da altre soluzioni di virtualizzazione, la lentezza assurda di XenConvert e il limitato numero di OS supportati, il problema con la scheda di rete emulata, non me lo fanno piacere in particolar modo.

Finisce qui questa mia breve e ben poco accurata disamina su XenServer.






Disco SSD su MSI GX660R

In preda ad uno dei mie soliti deliri informatici ho pensato bene di togliere i due dischi WD da 320 giga e 7200 giri dal mio MSI GX660R per sostituirli con un SSD Samsung 830 da 128 giga e un WD da 750 giga sempre 7200 giri.
Fortunatamente questo portatile è fatto abbastanza bene e per accedere ai dischi e alla RAM basta rimuovere qualche vite e staccare un unico pannello sottostante.
Fatta l'operazione, rimetto la batteria, attacco l'alimentazione, ormai la batteria è morta, accendo il PC e con mia grande sorpresa e delusione scopro che il disco SSD non è riconosciuto, cioè a livello di BIOS non me lo vede proprio.
Smanettando un pò con le opzioni del BIOS scopro che se metto in IDE, al posto di AHCI o RAID, allora il disco è riconosciuto, ma sapete quanto è lento un disco in modalità IDE ?
Comincio a cercare informazioni in rete e vedo che il problema è già noto, e quello che è peggio è che da MSI non ci sono BIOS aggiornati per risolvere il problema perchè il prodotto è ormai vecchio e superato.
Per me è praticamente nuovo il portatile, e poi scusate tanto signori della MSI, ho un portatile HASEE, cinesissimo, che ha ancora un processore Core 2 Duo Intel T7500 e chipset GL960 dove ho installato un SSD economico e il BIOS non ha battuto ciglio.
In ogni modo sembra che altri utenti abbiano avuto più fortuna con l'installazione di unità SSD quindi può anche essere un problema di compatibilità, ovvio che io avendo un Samsung 830 dovevo per forza di cosa rientrare nella cerchia dei dischi non compatibili.
Detto questo però nel mondo degli hacker, o supergeni dell'informatica, esistono gruppi di persone che con appositi tools e competenze riescono a modificare alcuni BIOS, fortunatamente uno di questi è quello del GX660R.
Qui ho scaricato il BIOS modificato e armato di coraggio lo ho flashato, al riavvio il disco SSD è stato riconosciuto e oltre a questo nel menù del BIOS si sono abilitate un gran numero di voci che prima non c'erano, molte solo di tipo informativo, altre per nuovi settaggi, tutta roba che non ho guardato più di tanto, anche perchè ero già contento di poter usare il disco SSD.

mercoledì 18 marzo 2015

Gestione VMWare ESXi da linux

Nel precedente post avevo parlato di quali soluzioni fossero disponibili per Mac OS X in relazione alla gestione di un server VMWare ESXi con risultati più che deludenti.
Adesso tocca a linux, nello specifico la macchina client usa Debian Wheezy.
Lasciamo subito perdere VMWare Workstation perchè offre le stesse funzionalità di VMWare Fusion, quindi la gestione è limitata solo alla possibilità di eseguire le VM installate su ESXi, che è sempre meglio di niente ma in ogni caso anche Workstation è ha pagamento.
Cercando in rete sono capitato qui, non so che lingua sia ma sembrerebbe comunque una risorsa quasi ufficiale di VMWare, un client web based, anche senza capire la lingua si vede che ci sono due download uno per il java di Oracle e poi un file tar per il vSphere Client.
Scarico il file tar, lo scompatto, eseguo lo script come da istruzioni, lancio il mio browser ( iceweasel ) aprendo l'indirizzo http://localhost:8080/host-client e ottengo subito come errore che la pagina non è stata trovata.
OK, il post accenna alla JVM di Oracle, e io ho installato la OpenJDK 1.6, che sia questo il problema ? 
Passo a installare la OpenJDK 1.7, basterebbe solo il JRE a dire la verità, e la imposto come predefinita.

sudo apt-get install openjdk-7-jdk openjdk-7-jre
sudo update-alternative --config java

Rieseguo lo script, apro l'indirizzo nel browser e ..... niente, che serva proprio quella di Oracle ?
Ma prima controllo cosa fanno i vari script, e trovo che in bin/setenv.sh c'è una riga che recita :
JRE_HOME=/usr/java/latest
probabile che la JVM di Oracle venga installata qui mentre sulla mia debian è in /usr/bin/java, in realtà è un link ma non importa, cambio quindi la riga in :
JRE_HOME=/usr
rilancio lo script, riapro il link nel browser e ..... che palle pure il plugin di flash deve creare problemi.
To view this page ensure that Adobe Flash Player version 11.5.0 or greater is installed.
Inutile dire che in linux il plugin è fermo ormai alla versione 11.2.
Ma io sono un duro, di comprendonio, e non mi arrendo e provo a installare chromium, browser che non amo per niente,
sudo apt-get install chromium chromium-l10n pepperflashplugin-nonfree
e questa volta aprendo il link in chromium si apre la pagina dove fare il login al server ESXi e posso gestire il mio server via web client.
Peccato che è lento come una lumaca, peccato che non c'è verso di avviare e gestire la VM in una console, ecco questa ultima cosa se le VM sono linux/unix con un accesso ssh, o telnet come per SCO Unix, non è un gran problema ..... ma per le macchine Windows ? o hai già abilitato desktop remoto o non ci combini una mazza.
Comunque qui la gestione è piuttosto completa e si possono esportare, importare e creare nuove VM, beh su quest'ultima possibilità ho qualche dubbio visto che se non si avvia la console non ho idea di come si possa poi gestire l'installazione della VM.
Tra le opzioni c'è proprio questa "open console", oppure c'è il link "launch console" sotto la miniatura della schermata della VM in esecuzione, solo che ne uno ne l'altro fanno qualcosa, che a spanne dovrebbe essere aprire una finestra con la VM dove poter lavorare, così come succede con il client in ambiente Windows.
A questo punto non è che ci vuole proprio la JVM di Oracle ?
Seguo questa guida, la installo, la imposto come predefinita e riprovo .... e non cambia nulla, aprire una console per lavorare con le VM non è fattibile e questo è ovviamente un grosso problema, soprattutto per le VM Windows e ancora di più se si vuole installare una nuova VM.
Allora decido di provare la funzionalità di esportazione delle VM ed esce un messaggio che mi dice che questa operazione può essere effettuata previa installazione di un determinato plugin e c'è il link per scaricarlo, magari serve pure per aprire questa benedetta console.
Provo a scaricarlo e chromium invece mi apre una nuova finestra del browser con il contenuto del plugin, decido di non insistere e da un terminale ricorro a wget per scaricare il plugin.
wget http://vsphereclient.vmware.com/vsphereclient/1/8/8/7/2/7/0/VMware-ClientIntegrationPlugin-6.0.0.x86_64.bundle
chmod +x  VMware-ClientIntegrationPlugin-6.0.0.x86_64.bundle
In fase di installazione chiede la path per firefox, la cartella plugin di questo e stesse domande per il browser google chrome.
Google Chrome mmmh .... io ho Chromium cambierà qualcosa ?
Forse visto che al termine dell'installazione avvio il browser e del plugin non c'è traccia, nemmeno eseguendo il browser con l'opzione -enable-plugins cambia qualcosa.
Installiamo anche Google Chrome allora, e reinstalliamo anche il plugin.
Niente da fare, a questo punto una ricerca in rete mi porta alla tragica, quanto ridicola notizia, che questo plugin non è compatibile con le versioni a 32 bit di firefox e chrome, e quindi presumo anche chromium.
Prima di arrendermi faccio un ultimo tentativo, scarico il .deb per i386 di Google Chrome ed eseguo :
sudo apt-get purge google-chrome-stable
sudo dpkg --add-architecture i386
sudo apt-get update
sudo dpkg -i google-chrome-stable_current_i386.deb
sudo apt-get install -f
Ma non si vuole installare perchè gli serve xdg-utils che non avendo il supporto multi-arch non viene riconosciuto anche se è effettivamente installato, tra l'altro è un pacchetto unico per tutte le architetture.
In conclusione, nonostante questo web client sia quello più funzionale, resta il problema che il plugin non si installa e quindi mancano funzionalità fondamentali per poter gestire il server ESXi, quindi l'unico sistema veramente funzionale è il client per Windows, è un vero peccato che un colosso come VMWare tenga in così poca considerazione gli utenti linux, che proprio pochi non sono.
Beh per assurdo potrei anche provare a installare una VM Debian a 32 bit in VirtualBox per poi provare il web client con il plugin, un pò da mentecatto come soluzione.





giovedì 5 marzo 2015

Gestione VMWare ESXi da Mac OS X

Per prima cosa c'è da dire che la versione free di VMWare ESXi non fornisce il web client per cui in ambiente Windows ci si deve affidare a vSphere Client che per le mie esigenze va più che bene nonostante manchino alcune features che sono implementate solo nel web client, onestamente non so quali ma così ho letto in giro.
Però se non uso Windows come posso fare ?
Per prima cosa ho provato a usare VMWare Fusion per collegarmi al server ESX, questa funzionalità è presente anche in VMWare Workstation.
Dopo aver indicato l'indirizzo IP del server ESXi ed essermi loggato vengono visualizzate le VM installate ed è possibile accedere alle impostazioni oppure metterle in esecuzione con output in una finestra, in pratica come se la VM fosse installata in locale.
Alcune limitazioni ci sono però, per esempio non è possibile spegnere la VM ma solo sospenderla, quindi se la VM, per esempio uno SCO Unix che non supporta ACPI/PM per lo spegnimento, resterà o sempre accesa, se resta acceso il server, o andrà sospesa ..... sistemi operativi più moderni ovviamente non hanno questo problema.
Per il resto c'è da dire che è possibile anche connettere CD/DVD o chiavette USB alla VM remota, proprio come si farebbe con una VM locale.
Un problema strano lo ho avuto invece con le guest addition, nella VM Windows XP di prova andando sull'icona veniva evidenziato il messaggio che era possibile aggiornarle ma facendo poi la procedura di installazione, dal menù di Fusion, veniva poi riportato che la versione installata era superiore a quella fornita da Fusion, la VM era in origine stata creata con Workstation 10 mentre Fusion è alla versione 7, l'ultima quindi, per cui non capisco come mai ci sia questo problema.
Ovviamente non è possibile creare o cancellare le VM quindi non si può parlare di vera e propria gestione, inoltre c'è da notare che il mio primo tentativo di collegarmi al server benchè sia avvenuto il login non mi permetteva di fare nulla con le VM, questo perchè l'ultima volta che avevo spento il server avevo messo ESXi in stato di "manutenzione", cosa che non viene segnalata da Fusion ne tanto meno gestita, quindi per concludere oltre a essere a pagamento Fusion non permette di fare grandi cose se non limitarsi all'uso della VM remota.

Orbit, così si chiama questo programma multipiattaforma che dovrebbe permettere una anche minima interazione con il server.
Purtroppo dopo aver fatto il login, vengono visualizzate le VM e alcune informazioni però nel momento in cui provo a premere il pulsante per avviare la VM non succede nulla e questa resta sempre "Powered Off".
E' vero che sul sito si parla di vSphere 4 quindi piuttosto vecchio rispetto a quella installata ma speravo almeno di poter avviare/stoppare le VM.

Per linux c'è la VMWare Workstation e immagino che farà ne più ne meno quello che fa Fusion su Mac OS X anche a livello di gestione remota di VM su server ESXi, sarà comunque oggetto di una prova e relativo post.
Resta il fatto che la versione free di ESXi non fornendo il web client, che immagino, spero, sia funzionale anche in linux/Mac OS X e non solo in Windows ci costringe a usare il client che esiste solo per Windows per poter fare una gestione delle VM.
Alla fine la soluzione è installare VirtualBox, che è gratis, e crearsi una VM Windows, installarci il client vSphere e collegarsi al server ESXi.
Certo che da un colosso come VMWare mi aspetterei un pò più di attenzione anche verso altri OS e non solo Windows, è ben vero che anche il client Windows oramai è in secondo piano rispetto al web client ma almeno qualcosina per Mac e linux potevano farla, soprattutto per chi per studio o per diletto usa la versione free di ESXi.



giovedì 19 febbraio 2015

Secondo hard disk su notebook DELL D630

Benchè questo portatile abbia i suoi anni e monti una ormai datata CPU Intel T7500 a 2,2Ghz è ancora un'ottima macchina, almeno per le mie esigenze, inoltre è dotata di 6 giga di RAM e disco SATA II da 500GB e 7200 giri.
Per motivi di lavoro, ma anche di interesse personale, ho piallato Debian Jessie con Mate Desktop per provare la soluzione di virtualizzazione ESXi, ora dopo circa un mesetto non avrei più immediato interesse a tenerci su ESXi, che uso solo per test, ma visto che nell'arco degli ultimi anni ho riciclato più volte questo portatile per fargli fare da "server" per ESXi ho deciso per una soluzione diversa.
Questo portatile, che a mio avviso è veramente fatto molto bene, basta vedere la completezza delle opzioni del BIOS e altri dettagli di cui ho parlato in passato, ha anche la possibilità di sostituire agevolmente l'unità DVD con un secondo hard disk e fortunatamente sulla baia si trovano le unità "caddy" dove montare il disco a prezzi ragionevoli, io ho speso 13 euro spedizione compresa.
Quindi ho riciclato un disco da 500 giga a 5400 giri, quindi non particolarmente performante e lo ho installato, all'avvio del portatile posso scegliere di fare il boot dal 2^ hard disk, sul quale è installato ESXi, oppure usare la mia Debian avviando dal disco principale.
Nota interessante, o almeno mi sembra tale, è che con la presenza del 2^ hard disk l'ordine in cui sono visualizzate le unità disco cambia per cui in Debian, ma anche in ESXi, il disco fisso "vero", il primo insomma, è visto come /dev/sdb e quello al posto del DVD, che sarebbe il 2^ viene visto come /dev/sda, fortunatamente sia GRUB che Debian in /etc/fstab usano gli UUID per identificare i dischi e quindi non vi è nessun problema.
Se poi mi serve masterizzare basta rimuovere l'unità disco e sostituirla con quella DVD, il tutto senza dover usare nessun attrezzo, ovviamente a PC spento.
Sono abbastanza soddisfatto, il PC è sicuramente molto più utile con Debian però grazie al 2^ hard disk posso avere sempre a portata di mano il mio "server" ESXi tutte le volte che mi necessità.


lunedì 12 gennaio 2015

Guardare un DVD su PC con Linux

Capisco che non sia un granchè come argomento per un post ma visto che qualche piccolo problema lo ho avuto metto giù due righe per i posteri.
Per prima cosa c'è da dire che i film su DVD sono codificati con un codice regione che serve per limitarne la visionabilità alla zona geografica di appartenenza.
L'europa è nella regione 2 quindi se prendiamo un DVD negli USA, che sono regione 1, non sarà leggibile sul ns lettore DVD.
Per fortuna fanno eccezione i porno che sono senza codice regionale e quindi visionabili ovunque, perchè dico per fortuna poi ? mai visto un film porno su DVD ..... esistoni i torrent.
OK torniamo seri.
Il concetto è che se prendiamo un PC o un lettore un Italia questo sarà abilitato alla regione 2, giusto ? .... non sempre, almeno sul mio ASUS.
Fortunatamente è possibile modificare il codice regione del proprio lettore DVD, fino ad un massimo di 4 volte, in modo da poterlo aggiornare se dovesse servire, come nel mio caso.
Per fare ciò basta usare il programma regionset che è presente nei repository Debian, quindi inserite il DVD e eseguite il comando :
sudo regionset /dev/dvd
verrà visualizzata la regione corrente, il numero di modifiche effettuabili e la richiesta del nuovo codice.
Current Region Code settings:
RPC Phase: II
type: SET
vendor resets available: 4
user controlled changes resets available: 3
drive plays discs from region(s): 2, mask=0xFD

Would you like to change the region setting of your drive? [y/n]:
Come si vede adesso è in regione 2.
Ma il problema non è solo questo bisogna anche installare la libreria libdvdcss per poter visualizzare il DVD, questo anche per quelli senza codice regione, questa libreria non è presente però nei repository di Debian ma la si può scaricare direttamente dal sito VideoLAN.
E così per la prima volta mi guardo un DVD sul PC !!!!!!!!!! ...... capite bene in che condizioni sono, oggi è tutto in streaming e io mi guardo un DVD ? sono proprio senza speranza.

martedì 7 ottobre 2014

Cinnamon in Debian Jessie

Quando è arrivato Gnome 3 nel mondo dei DE linux c'è stata una mezza rivoluzione, in molti non ne erano, e non ne sono, soddisfatti.
Troppo pesante, macchinoso e poco personalizzabile di default, certo ci sono un sacco di applet per personalizzarlo ma vanno scaricate e installate a parte.
Gli affezionati a Gnome 2 hanno potuto tirare un attimo di respiro con l'arrivo di Mate, mentre i developer di Linux Mint hanno sviluppato un DE basato su GTK3 che da settembre è arrivato nei repository di Debian Jessie, l'attuale testing.
Quindi non serve più impazzire, o quasi, con repository di terze parti per poterlo installare in Debian, tra l'altro con l'installer di Debian pubblicato il 5 ottobre Cinnamon è presente, come anche Mate, tra i DE installabili, mentre prima era possibile installarlo solo successivamente con il solito apt-get.
La versione attualmente distribuita è la 2.2.16 che mi pare di capire sia effettivamente l'ultima disponibile quindi perfettamente in linea con quanto si trova in linux Mint.
Cinnamon, come Gnome 3, richiede comunque una scheda grafica abbastanza recente quindi su PC troppo vecchi è meglio optare per Mate, anche la memoria impegnata mi sembra leggermente superiore a quella di Mate, e anche di KDE, inutile ovviamente un raffronto con XFCE o LXDE che sono campioni di leggerezza.
Visto che ho accennato alla scheda grafica c'è da dire che in Cinnamon sono gestibili anche alcuni effetti del desktop, che si possono eventualmente disabilitare per rendere magari il sistema più reattivo, non ho provato in quanto la macchina di prova è comunque abbastanza potente, un Intel i5 M560 con grafica integrata Intel.
Certo magari queste caratteristiche oggi fanno ridere, ma per me un PC con Intel Core 2 Duo rientra già tra i PC recenti quindi vi lascio immaginare cosa penso di un i5 di prima generazione.
Tornando a Cinnamon devo dire che mi sembra piacevole da usare, classico pannello in basso, ma modificabile a piacere per averlo sia in alto oppure averli entrambi, e menù piuttosto semplice da utilizzare.
Le personalizzazioni del DE si possono fare dal pannello impostazioni di sistema e sembrano coprire un buon numero di opzioni.
Per concludere mi sembra un DE veramente ben fatto e a mio avviso molto ma molto meglio di Gnome 3, che non è una notizia, non mi è mai piaciuto e probabilmente non mi piacerà mai.
Ultima cosa, è una vera bellezza come ormai Debian riesca a fornire una così ampia scelta di DE direttamente nei propri repository, è una distribuzione che diventa sempre più completa.
Il meglio che si migliora, grande.